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Attraverso
la Val Tiberina ed il Casentino
Da Arezzo, procedendo verso nord-est e
passando per Anghiari che è conosciuta per la
vittoria dell'esercito fiorentino contro i Visconti di
Milano nel 1440, si entra nella Val Tiberina. Dalla
strada panoramica all'inizio del paese si gode una vista
meravigliosa sulla pianura del Val Tiberina superiore fino a
Sansepolcro. La tappa successiva rimane Monterchi che
è, come si direbbe in inglese un "must" per gli
amanti di Piero della Francesca. Qui, nella cappella di
Monterchi, c'è il suo capolavoro: l'affresco La Madonna
del Parto. Da Monterchi si parte poi per Sansepolcro
(35 km da Arezzo) il comune più grande della Val Tiberina
superiore. Questa città ha ancora oggi la struttura
medioevale con le sue mura quadrate ed è principalmente
formata da edifici rinascimentali e in stile barocco. Più
al nord ancora si trova Caprese Michelangelo. Come
suggerisce il nome, si tratta del paese ove è nato
Buonarotti il 6 marzo 1745. Suo padre, il fiorentino
Ludovico Buonarotti, era stato mandato dal governo di
Firenze a Caprese con l'incarico di podestà, un incarico
a quei tempi prestigiosissimo. Sopra il paese si trova il
castello del XIV secolo che oggigiorno ospita un piccolo
museo che ha copie delle opere di Michelangelo sparse in
tutto il mondo. Proprio di fronte si trova la "casa del
podestà" ossia la casa della nascita di
Michelangelo.
Si continua ancora verso il nord per
raggiungere il Casentino con Chiusi della Verna ove
nel 1224 San Francesco ricevette l'ultimo sigillo delle
stimmate. La tappa Bibbiena è piccola città
collinare con radici etrusche. Nel medioevo era proprietà
dei vescovi di Arezzo. Da quei tempi provengono i palazzi
come il Palazzo Dovizi. Il percorso continua ancora verso
nord per raggiungere Poppi, nel cuore del Casentino.
Qui risiedevano dal 1100 al 1400 i Conti Guidi. Il
castello medioevale ospita una bibioteca e una cappella con
affreschi di Taddeo Gaddi. Verso il IX secolo venne
costruito vicino a Pratovecchio sulle rovine di una
chiesa più antica la Pieve di San Pietro di Romena.
L'ultima tappa del nostro percorso nord-est è Camaldoli.
Il nome Camaldoli deriva dal conte Maldolo di Arezzo: Ca'
Maldoli. E' un antico monastero dei frati camaldolesi
nella cui struttura non è possibile soggiornare.
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