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La Toscana : Guida alla Toscana attraverso foto ed itinerari

3. Grosseto, Maremma
 

L'entroterra Maremmano

Toskana.Net - Monte Amiata, Grosseto - Vetta dell'Amiata Il Monte Amiata chiamato una volta "Monte Pientio" con i suoi 1.738 m d'altezza è uno dei monti più alti della Toscana ed è un vulcano spento. Sulla cima venne messa una croce di ferro. Durante l'inverno ci sono piste da sci e durante l'estate è ideale per chi vuole fuggire dalle spiagge, calde affollate. Si possono fare delle bellissime gite a piedi, cavallo oppure con la mountain-bike. Da Grosseto partiamo in direzione di Arcidosso, un paesino sul versante occidentale dell'Amiata ad un'altezza di 661 m, che venne ricordato per la prima volta in un documento dell'860 come patrimonio dell'Abbazia di San Salvatore. Dal centro si arriva, attraverso caratteristici vicoli, al castello aldobrandesco che domina il paese dall'alto. Da qui ci spostiamo in direzione nord, verso il Montelaterone, ove nel X secolo venne costruita la chiesa S. Maria in Lamula, che, dopo la distruzione da parte dei Senesi, venne ricostruita nel 1268 come basilica. Castel del Piano ricevette il suo nome a causa della sua bellissima posizione collinare, commentata anche da Papa Pio II nei suoi "Commentari". La storia di Castel del Piano somiglia a quella di Arcidosso. 

Toskana.Net -  Santa Fiora, Grosseto - La Peschiera a Santa Fiora Da vedere la Torre dell'Orologio, dalla cui porta si accede al centro storico.  L'Abbadia S. Salvatore ha dato anche il nome del paese stesso che nel 743 venne fondato dai Longobardi. Sottostante l'abbazia era l'importante Via Francigena. Per questa sua posizione strategica diventò sempre più forte e ricca. Nel 1036 venne consacrata la chiesa, ancor'oggi esistente. Il convento invece non esiste più. Nel centro storico c'è da vedere il castello, costruito dai marchesi di Santa Fiora. Santa Fiora si trova su una roccia in 687 m. di altitudine. Nel centro storico, sui resti del castello aldobrandescho, si trovano oggi la Piazza Garibaldi ed il Palazzo degli Sforza-Cesarini. Sotto il paese nasce la sorgente del fiume Fiora, dove si può vedere la Peschiera artificiale del XVIII secolo. 

Toskana.Net - Pitigliano, Grosseto - Pitigliano di Notte La tappa seguente è il Parco Faunistico che appartiene al comune di Arcidosso. Qui si possono ancora ammirare animali selvatici in via d'estinzione, quali lupi, istrici, mufloni, daini e varie specie d'uccelli. Si accede al parco da Zancona.
Da Grosseto percorrendo la SS1 in direzione Roma. All'altezza di Albinia si lascia la Superstrada, prendendo la direzione Manciano, Pitigliano. La prima tappa è Manciano, situata su una collina con vista panoramica sul mare con il Monte Argentario e l'Isola del Giglio davanti e, dalla parte opposta, il Monte Amiata. Nel Medioevo fu dominata dagli Aldobrandeschi, costruttori del castello con la torre del 1350, chiamato Cassero Aldobrandeschi Senese

Toskana.Net - Pitigliano, Grosseto Da vedere il Museo della Preistoria e della Protostoria della Val di Fiora. Si prosegue poi verso nord-est fino a raggiungere la cittadina del tufo di Pitigliano
Sotto la dominazione degli Orsini vennero costruiti chiese e palazzi. Dopo seguirono i fiorentini Strozzi e poi i Medici, per finire con i Lorena. Il suo "simbolo" è l'Acquedotto con 15 archi del 1545. 
 Il fascino di Pitigliano sono i veicoli con i palazzi rinascimentali così come il Palazzo Orsini che ospita oggi il Museo Civico Archeologico con tanti reperti Etruschi. Sotto Pitigliano si vedono degli anfratti, che furono le camere sepolcrali degli Etruschi. Nella campagna attorno a Pitigliano viene prodotto il Bianco di Pitigliano (DOC). 

Toskana.Net - Sorano, Grosseto Proseguendo in direzione nord-est si arriva a Sorano, paesino costruito anch'esso su una roccia di tufo. Nell'epoca etrusca fu il capoluogo della Val di Fiora. Nel medioevo, la sua storia assomiglia a quella di Pitigliano. 
Ora ci spostiamo in direzione sud-ovest per raggiungere Sovana che conclude questa trilogia delle città costruite sulle rocce di tufo.  Per gli Etruschi, Sovana fu molto importante: si può tutt'oggi vedere dalle necropoli numerose di quest'area. 
Le tombe furono scavate nelle pareti del tufo chiamate per la loro forma "colombari". La tomba più integra e grande di questa zona è la tomba Ildebranda del III secolo a.C. che sembra essere un vero e proprio tempio. 

Toskana.Net -  Sovana, Grosseto - Palazzetto dell'Archivio Da vedere anche la Grotta Pola, la Tomba della Sirena e la Tomba del Tifone. Nel Medioevo fu il capoluogo degli Aldobrandeschi di cui è rimasta ancora la Rocca. Gli Orsini portarono Sovana al suo declino. Da vedere sulla Piazza Pretorio il Palazzo del nome onomino del XIII secolo. Di fronte si trova la Chiesa S. Maria con il suo particolare altare a baldacchino del XVI secolo. Lasciando il centro, si arriva al Duomo, la cui costruzione risale al IX secolo. Saturnia viene considerata la città più antica d'Italia. Gli Etruschi la chiamarono Aurinia, mentre i romani gli dettero il nome di Saturnia, dedicato al dio italico Saturno. Anche Saturnia fu nel medioevo sotto la dominazione degli Aldobrandeschi, fino a quando i Senesi conquistarono la città alla fine del XIII secolo per derubarla e distruggerla completamente. Fino al XX secolo essa cadeva sempre di più in rovina ed era quasi una città fantasma. Le terme (Cascata del Molino) la fecero nuovamente sviluppare economicamente. Vale la pena fare una sosta a Montemerano con la sua chiesa parrocchiale di San Giorgio di scuola senese. 

Toskana.Net - Saturnia, Grosseto - Cascata del MolinoScansano è sosta ideale per dedicarsi alla degustazione di prodotti tipici maremmani, accompagnati dal fantastico Morellino di Scansano. Il percorso dell'entroterra maremmana finisce con la visita a Magliano in Toscana, in posizione sud-ovest di Scansano. Magliano venne costruita sui resti della città etrusca di Hepa, chiamata dai Romani Heba. Vicino al paese si trovano importanti necropoli etrusche. Il centro viene racchiuso dalle mura (XIII-XV sec.). Attraverso la Porta Nuova si accede al centro storico con il Palazzo dei Priori, il Palazzo del Capitano ed il Palazzetto di Checco il Bello. Sulla Piazza della Repubblica si trova la chiesa romanica di S. Giovanni Battista, trasformata numerose volte nel corso dei secoli.

 
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